erkin goren

Da Una Tazza di Caffè a 40 Anni di Amicizia 

by Sean Monterastelli


 L'infuso di caffè non rappresenta una semplice bevanda,  bensì un momento di unione tra uomini.


Esiste un detto turco che recita: " Bir fincan acı kahvenin kırk yıl hatırı vardır ". Il significato è più o meno questo: " una tazza di caffè amaro può generare legami tra gli uomini per oltre 40 anni". Purtroppo, come spesso accade, le traduzioni rischiano di eliminare sfumature linguistiche che hanno una valenza importante sul significato delle parole. Pertanto, molte volte, la narrazione di storie è in grado di comunicare il messaggio nascosto dietro ogni detto molto meglio che non la mera traduzione letteraria.  

Una di queste storie è riportata da uno storico turco, Resat Ekrem. In un tempo non ben precisato, un capitano giannizzero, entrando in un locale dove servono caffè situato a ridosso dello stretto del Bosforo, decide di offrire una tazza della bevanda a tutti gli avventori presenti. Notando un uomo greco, seduto in un angolo poco illuminato del locale, il capitano chiede al locandiere di non servirne all'infedele. Nonostante la richiesta dell'ufficiale, l'umile inserviente porge una tazza del fumante infuso al greco, incorrendo nella disapprovazione del giannizzero. In risposta a tale deliberata disobbedienza, il locandiere riferisce che la tazza non è stata offerta dal capitano, ma da lui stesso come "ikram", gesto di ospitalità e di pace, scusandosi con il greco per la inettitudine del capitano.  

Qualche tempo dopo, il venditore di caffè viene costretto ad abbandonare la sua attività, arruolato nell'esercito ed inviato sull'isola di Samos per contenere una rivolta greca. L'uomo viene sopraffatto e portato come prigioniero al mercato degli schiavi. Un soldato greco, armato di tutto punto e con il volto celato dall'elmo si fa avanti, paga un’ ingente somma di denaro e vincendo l'asta ottiene il venditore di caffè come schiavo. Questi, atterrito dalla idea di quali torture gli sarebbero capitate, viene condotto in un luogo appartato. Il soldato greco, toltosi l'elmo si rivela al turco, il quale, con grande stupore riconosce nel suo acquirente il solitario avventore greco a cui tempo prima aveva servito una tazza di caffè. Il soldato, ricordando come il venditore di caffè onorò l'ospite senza curarsi dell'ordine del capitano, tempo prima, nella locanda sullo stretto del Bosforo, libera il turco che, riconoscente, può fare ritorno alla sua terra.  

La storia ci mostra come l'infuso di caffè non rappresenti una semplice bevanda,  bensì un momento di unione tra uomini. Il potere di tale legame è così forte da indurre un turco e un greco a mettere da parte le rivalità e riconciliarsi di fronte all'influenza e al calore di una tazza di caffè.  

Difficile è pensare che una tazza di caffè oggi possa risolvere complicate relazioni tra popoli, ma nella cultura turca permane l'idea che l'invito a prendere una tazza di caffè implichi il fatto di sedersi a un tavolo tra amici e confrontarsi, parlare di argomenti importanti o frivoli. Si è portati a credere come, di fatto, tale usanza sia presente in altre culture, ma i turchi orgogliosamente ritengono che questo rituale abbia un significato diverso e più profondo per il loro popolo.  

Domanda: Immagina l'aroma sprigionato da un infuso di caffè turco; cosa ti viene in mente?  

Risposta: Una piacevole conversazione con gli amici (una breve pausa). Non una camminata in stile americano, sorseggiando velocemente un caffè take away verso l'ufficio all'insegna di una giornata ostile.  

Per un turco, in particolare per uno che ha viaggiato in Occidente e non solo, il tipico avventore di Starbucks entra nel locale accompagnato da laptop e auricolari, piuttosto che in compagnia di un amico. Entrando in un qualsiasi Mehmet Effendi - probabilmente il più famoso caffè di Istanbul - puoi invece ascoltare animate conversazioni ad ogni tavolo e amici che si abbracciano e si stringono la mano come se non si vedessero da anni. Uscendo e ritornando nel medesimo locale dopo alcune ore si ritroveranno le stesse persone nella medesima posizione ma ancora animate da discorsi concitati, piuttosto che stanche e annoiate.

Ai colori e ai suoni del celebre Mehmet Effendi, qualcuno potrebbe apprezzare di più il comfort e la tranquillità della propria casa. Come abbiamo potuto notare dalla storia del "greco e del venditore di caffè" il cosiddetto "ikram", in altre parole l'offerta in segno di rispetto verso l'ospite, è un argomento non di poco conto in Turchia. Quando un avventore entra in un locale che vende caffè, il padrone di casa è solito accogliere in maniera gioviale e scherzosa l'acquirente, che in realtà viene considerato come un ospite. Così, mentre il venditore offre una tazza di caffè, l'ospite si guarda intorno, conversa con il padrone di casa e pensa al tipo di caffè da acquistare. Dobbiamo tenere presente che la preparazione del caffè turco non è un procedimento banale e rapido come versare del succo di frutta in un bicchiere, ecco che l'offerta che si porge all'ospite conferisce all'etichetta dell'ospitalità un significato importante.  

Se, dio non voglia, si declinasse l' Ikram, il padrone di casa è tenuto a insistere per tre volte. Nella eventualità che per la terza volta venga rifiutata l'offerta, non vi sarà scusa che possa convincere colui che ospita, il quale sarà colto da una certa diffidenza. Il non poter ottemperare ai propri doveri nei confronti dell'ospite metterà il padrone di casa in una situazione di disagio. Del resto chi rifiuterebbe una calda tazza di caffè turco?  

Non è raro trovare padroni di casa turchi in grado di cimentarsi nell' arte del predire il futuro. Come in epoca medievale, i divinatori di candele di cera o in Cina, gli anziani del villaggio in grado di leggere e interpretare le foglie di tè, così è radicata in Turchia la tradizione di leggere il futuro dal fondo del caffè. Semplicemente, quando il caffè è finito, si rovescia la tazza esponendo il fondo umido e scuro, lo si raccoglie in un piattino. A questo punto i Falci, mistiche figure della tradizione turca, rigirando la tazza verso l'alto, esaminano le forme disegnate dal caffè sulla ceramica e in base all'interpretazione delle medesime predicono il futuro di colui che ha appena consumato la bevanda. 

Per gli appassionati di lettura del futuro, i Falci professionisti offrono i loro servigi sotto compenso, ma chiunque,così, per curiosità o per passare il tempo, può dare un occhio al fondo del proprio caffè e inventarsi una storia. C'è qualcosa come un manuale "non scritto"abbastanza semplice, anche per un dilettante. L'immagine di una strada significa che un viaggio potrebbe essere intrapreso da lì a poco o una scarpa con tacchi molto alti potrebbe essere il segno di una imminente promozione. Inevitabilmente, qualcuno che osservi la tazza da caffè di un amico inesperto potrebbe romanticamente giurare di aver visto un cuore dicendo che il vero amore è vicino.   

In Turchia esistono diversi punti di vista riguardo ai cosiddetti Falci, almeno tanti quanti sono i diversi modi di interpretazione dei fondi di caffè. Alcuni li considerano vere e proprie guide, cercando nei loro vaticini la risposta ad ogni problema. Esiste persino un’ applicazione per smartphone che permette di inviare una foto della tazzina appena consumata al proprio Falci di fiducia e ricevere l'interpretazione in poco tempo. Tra amici è comune l'abitudine di scambiarsi le immagini del proprio fondo di caffè come pretesto per ottenere qualche utile consiglio in ambito lavorativo o per i problemi di cuore. I più conservatori, convinti che non spetti a noi, semplici mortali, predire il futuro, ritengono che abbassare lo sguardo verso il fondo della propria tazza di caffè sia un sacrilegio verso Allah, colui che tutto vede e conosce. Di certo non disdegnano l'aroma intenso del caffè ma non si cimenterebbero mai in tale mistico tabù.

Un giorno intervistai una ragazza turca. Mi disse che una volta ricevette il dono della divinazione ma dopo qualche tempo dovette smettere di predire il futuro perchè troppe volte le sue predizioni si rivelavano vere (disse, per esempio, che un amico le chiese se sua zia avesse problemi di salute e lei diede la sua risposta. Ebbene, due settimane più tardi venne diagnosticato alla zia dell'amico il cancro). Un’ altra ragazza mi disse che mai nella sua vita sarebbe tornata da un Falci. Infatti, a distanza di poche settimane, cinque diverse relazioni sentimentali non andarono a buon fine dopo che il Falci a cui si era rivolta, per cinque volte aveva predetto che sarebbero state un fallimento.  

Nonostante il consumo di caffè turco non sia popolare solo tra il sesso femminile, pare che la possibilità di conoscere in anticipo successi o insuccessi futuri in amore o nel lavoro non stuzzichi particolarmente la curiosità dei maschi; questo non significa che non abbiano anch'essi i loro rituali. Nella regione a sud-est della penisola anatolica, lungo il confine con la Siria è usanza consumare un tipo di caffè molto forte e intenso, chiamato Mirra (che in arabo significa amaro). I chicchi di caffè vengono fatti abbrustolire fino a che non assumono un colore simile al carbone, dopodichè vengono fatti bollire in acqua fino ad ottenere un composto denso, infine si aggiunge cardamom a piacimento. Gli abitanti di questa provincia consigliano di assumere qualche sorso della forte bevanda dopo i pasti per stimolare la digestione, specialmente dopo pietanze pesanti a base di carne.  E’ tradizione che durante ricevimenti e banchetti i giovani che servono ai tavoli lavorino sodo per ingraziarsi il favore del padrone di casa o Ağa - che in queste regioni rurali è assimilabile ad un ricco proprietario terriero e che solitamente impiega e dà lavoro alla popolazione locale nelle proprie tenute. Se alla fine del pasto l' Ağa termina completamente il suo Mìrra e ripone sul tavolo la tazza vuota, significa che ha apprezzato il lavoro del ragazzo che l'ha servito e sarà premura dell' Ağa trovare una moglie per il giovane.  

Una delle storie più toccanti riguardo al caffè viene proprio da uno dei miei collaboratori. Questomio collega non ha mai apprezzato il gusto del caffè e non è mai stato solito berne fino a quando, un giorno, sua moglie dopo due anni di matrimonio gli dice che è stufa dell'assenza di alcun tipo di rituale, come manifestazione di affetto nella loro vita coniugale. Così la moglie, richiamando alla memoria i suoi ricordi d'infanzia, racconta al marito come i nonni di lei erano soliti svegliarsi ogni Domenica mattina, sedersi ad un tavolino e sorseggiando una tazza di caffè, parlare e parlare per ore, scambiandosi frasi affettuose e facendo grandi progetti, anche in età ormai avanzata. Il mio collega, mosso nell'animo da tale storia e dall'idea di un futuro sereno e pieno di amore con sua moglie anche in veneranda età, decide di assumere anche lui quell'usanza. Oggi, ogni mattina celebra l'amore per sua moglie con una calda ed armoniosa tazza di caffè, che possa preservare il loro amore almeno per i prossimi quarant'anni.  

 

 

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