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Fuga al Lago Pleasant

by Hana Sackler

Un mio caro amico possiede uno chalet immerso nei boschi del Lago Pleasant nella zona degli Adirondacks nello stato di New York, e ogni estate negli ultimi tre anni ci sono andata a trascorrere un fine settimana. Questo viaggio, ogni volta, sembra arrivare proprio al momento giusto e rappresenta la mia fuga dalle strade e metropolitane calde ed affollate di New York City.

Google Maps non vi condurrà fino a qua, si trova fuori dalle strade principali ed è raggiungibile solo tramite un sentiero sterrato e senza nome. Per fortuna, nelle vicinanze si trova il Camp-of-the-Woods, il resort di religione cristiana che funziona come centro conferenze. E’ un buon punto di riferimento e anche luogo di appuntamento per il mio amico che ci viene incontro, così lo possiamo seguire fino allo chalet. 

La nonna del mio amico ha ereditato il lotto di terra sul Lago Pleasant intorno agli anni ’60 ed ha progettato l’intera struttura. Una delle caratteristiche della casa che preferisco è la scala di legno che puoi tirare su e giù dal piano superiore dove ci sono i letti. Quando tiri giù la scala e sali al piano superiore, ci sono tre stanze con un muro che le separa, ma niente porte.

E’ tardi quando arriviamo allo chalet ed ho il compito di preparare la cena per tutti. Adoro cucinare per un bel gruppo di persone. Forse è perché vengo da una famiglia numerosa ma anche quando sono da sola e cucino la cena per me, sembra che stia preparando cibo sufficiente per tre o quattro persone. Dopo aver cenato, ci beviamo alcuni drinks e ci mettiamo fuori dallo chalet, parlando della vita, delle relazioni, giocando a Scarabeo o a Jenga. La prima sera proviamo a stare alzati fino all’alba. E’ una lunga notte, se si considera che là non c’è molto da fare e che solo la metà di noi si organizza per restare sveglio. Il lago è gelido ma se aspetti fino alla sera, l’aria diventa fredda e il lago non sembra così male. Poco prima dell’alba alcuni di noi vanno fino al molo. C’è una coltre di nebbia che si allunga su tutto il lago come vapore che si solleva dall’acqua. Ci togliamo i vestiti e saltiamo dentro: è come saltare in una vasca d’acqua calda. Nuotiamo sulla schiena attraverso tutta la nebbia mentre il resto dello chalet sul lago sta dormendo.

Il mattino seguente mi sveglio presto, la nebbia si è sollevata e mi prendo un tè seduta sul molo al sole. Leggo e faccio delle foto mentre dentro tutti gli altri stanno dormendo. Dopo che si sono svegliati, facciamo colazione insieme e la giornata va avanti sedendo sul molo, leggendo cose e nuotando. Mi piace prendere la Grande Bertha, un grosso tubo gonfiabile, e portarla fuori sul lago. Mi ci siedo sopra e mi lascio trasportare alla deriva in qualunque direzione lei scelga. So che non può andare lontano dato che è legata ad una fune collegata al molo, ma quando chiudo gli occhi immagino di essere in mezzo al lago, da sola.

Uno dei motivi per cui adoro così tanto andare al lago è perché non c’è nessuno intorno, è tranquillo e sono staccata dalla mia vita quotidiana. Vado a dormire e mi sveglio con il suono del lago.

Quando arriva il momento di partire, disfiamo i letti e portiamo via tutto il cibo rimasto. Vado giù al lago per un’ultima volta e infilo il piede nell’acqua fredda. Diciamo arrivederci e grazie al lago ed allo chalet per il favoloso fine settimana. Abbraccio i miei amici e torno nella città bollente. Aspetterò fino alla prossima estate.

 

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C’è una coltre di nebbia che si allunga su tutto il lago come vapore che si solleva dall’acqua. Ci togliamo i vestiti e saltiamo dentro: è come saltare in una vasca d’acqua calda.