Hana Sackler

Hana Sackler

FEATURE

Una Vita Più Autentica

by Kamilla Khabibrakhmanova


Il tempo libero per me non è stato  uno spreco di opportunità, ma un occasione di vivere una vita veramente autentica.


Crescendo, sono sempre stata sotto pressione per utilizzare ogni minuto della mia giornata nel fare qualcosa che, secondo mia madre, sarebbe stato produttivo. "Produttività" incluso dormire, mangiare, leggere, adempiere alle faccende domestiche, fare i compiti, e una quantità raccomandata di attività all’aperto con altri bambini. In tutto ciò non era incluso lo stare seduto nella mia stanza e chiedermi il perché gli esseri umani sono sempre stati in guerra, o fissare un filo d'erba nel mio cortile, o chiacchierare al telefono con un amico, tutte cose, ovviamente, che facevo con una certa assiduità. Mentre questa attitudine mi ha fatto diventare con successo un avido lettore nonché primo della classe, mi ha anche portato alla malsana abitudine di concedersi facilmente ad uno spuntino o sdraiarsi  quando sembrava non ci fosse niente di meglio da fare . Spesso mentre sognavo ad occhi aperti mi facevo assalire subito dal panico che mia madre mi avrebbe trovato in quel preciso momento a fantasticare, chiedendomi con rabbi: "Cosa stai facendo? "

Il periodo del liceo mi ha indotto a considerare le attività nel tempo libero con ancora più disprezzo. Gli studenti venivano incoraggiati a  studiare anche nelle ore notturne, privandosi del sonno; la domenica era dedicata ai gruppi di studio e corsi di preparazione agli esami, e l’estate esisteva, ovviamente, solo per dare una pausa agli insegnanti, non agli studenti. Nessun sacrificio era troppo immenso considerando il premio finale: l’ammissione a una scuola con una grande reputazione. Non abbiamo mai avuto un momento per chiederci cosa sarebbe stato di noi dopo il college. Non siamo mai stati veramente incoraggiati a pensare alle nostre carriere e come potevamo diventare persone che avrebbero creato un mondo migliore. Guardando indietro, sembra quasi sconcertante, come siamo stati abbagliati da una promessa che alla fine si concretizza in una opprimente preoccupazione di trovare i soldi per pagarsi le rette universitarie.

Quando finalmente sono arrivata in università, non c'era nessun genitore fastidioso a chiedermi cosa stavo facendo o un consulente scolastico che cercava di migliorare la mia domanda al college. Avrei avuto finalmente la libertà di passare tutta la giornata a godere del tempo libero, ma non potevo farlo. Perchè mai? Avevo amici con cui avrei potuto passare una giornata intera a stare in giro parlando della vita, del futuro , magari sorseggiando (cosa? Birra, vino caffè?) ma no, non lo facevo, o quanto meno lo facevo raramente. Un ansia indefinita mi pervadeva. C'era sempre una vocina nella mia testa che mi chiedeva perché stavo perdendo così tanto tempo; se avessi fatto qualche ricerca invece? In un primo momento, ho obbedito alla parte di me che era cresciuta fino ad aver paura del tempo libero. Il mio dovere è scusarmi con me stessa, andarmene in biblioteca e passare 4 ore memorizzando parole arabe o leggere su l'invasione dell'Iraq . Poi, nel bel mezzo di un compito di statistica particolarmente impegnativo, ho rinunciato e mi sono seduta fuori su una panchina. Ci stetti per molto tempo, non facendo assolutamente nulla se non pensando al viaggio della mia vita.

Perché stavo facendo questi compiti di statistica? Non perché mi piaceva. Magari avrei impressionato qualche istituto d’investimenti, avrei trovato un piacevole lavoro stressante, lavorando 12 ore al giorno muovendo soldi in giro nel modo più produttivo possibile. Mi resi conto che se questo fosse successo davvero per me sarebbe stata la fine. Ero esausta di fare cose che non mi suscitavano il minimo stimolo o interesse. Invece di lavorare per tutta la notte, come al solito, sono andata a letto . La mattina dopo ho presentato tutto quello che avevo fatto, poi sono uscita prima che la lezione iniziasse e ho fatto una lunga colazione con il mio compagno di classe. Gli ho detto che non ero sicura se economia fosse il campo giusto per me. Lui ha detto che voleva lavorare nella finanza in modo da poter pagare i suoi prestiti, ma per il resto gli sembrava un modo piuttosto inutile per vivere la sua vita. La mia insofferenza mi apparve giustificata, così tornai al mio computer ed eliminai diversi corsi dal programma del semestre successivo, in modo da avere del tempo per me.

Da allora, il tempo libero è la priorità più grande della mia vita. Anche se quella fastidiosa voce che mi dice di essere produttivi appare ancora di tanto in tanto, sono diventata più brava ad ignorarla, sopratutto quando ho bisogno di una pausa. Mi assicuro di vedere i miei amici ogni settimana e andare a fare una lunga passeggiata se mi sento stressato. Per di più non mi sento affatto turbata se mi rendo conto che ho passato le ultime tre ore senza fare assolutamente nulla di utile. Invece di seguire ciecamente un percorso con una carriera più o meno predeterminata, dall'inizio alla fine, ho cambiato tre professioni differenti sentendomi più felice e soddisfatta ogni volta.

Ora credo che le decisioni migliori che ho preso nella mia vita sono state il risultato di ore passate all'insegna dello svago e del divertimento. Preoccuparmi delle relazioni interpersonali mi ha dato la possibilità di concentrarmi sulle persone più importanti e di sbarazzarsi di persone che non ho bisogno nella mia vita. Il parlare e il confrontarsi con gli amici mi ha reso consapevole di scelte che sarebbero potute essere sbagliate indirizzandomi verso quelle giuste e dandomi il coraggio di azioni che da sola non sarei mai stata in grado di prendere. Il tempo libero per me non è stato  uno spreco di opportunità, ma un occasione di vivere una vita veramente autentica.

 

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